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LEZIONE 29

LA VOLONTA’ 1

Al momento manca volontà 2 lez. 30 


Nella lezione numero 4, ho ricordato che l’uomo si caratterizza come tale, per l’uso della mente, dell’intelligenza, e della ragione. Ho aggiunto che queste facoltà hanno bisogno della volontà per operare. Lo psicologo può invogliare il paziente a rovistare nel subconscio per richiamare fatti del passato. Il maestro può sviluppare l’intelligenza degli allievi con i teoremi di geometria. Il padre può pretendere che il figlio ragioni da uomo. Nessuno però, può comandare alla volontà. Tanto è vero che alla volontà, nemmeno Dio comanda.
La volontà non s’insegna direttamente, ma si stimola indirettamente presentando il Vero, il Giusto, il Bello, rendendoli appetibili e conquistabili. Ciò è possibile all’uomo e non all’animale. Per arrivare a sostenere che ognuno di noi, è homo sapiens, bisogna seguire una lunga scala, e cominciare dal fatto che apparteniamo al regno animale. Salendo, arriviamo al sottoregno dei Metazoa, del tipo, Cordata, del sottotipo Vertebrata o Craniata, della classe Mammalia, dell’ordine Primati, del sottordine Simiae o Antropoidea, della famiglia Ominidi, della specie Homininae, infine Homo Sapiens.
Che cosa significa tutto ciò? Vuol ricordare che per avere, mente, intelligenza e ragione, funzionanti, è urgente che alla base, funzioni tutto alla perfezione, tutto ciò che è materiale, e attraverso cui si esprimono le funzioni del cervello. Non esclusa ereditarietà ed ambiente. Per gli educatori è importante evitare che i piccoli subiscano traumi di natura fisiologica e psicologica. Ciò dipende dal sistema pedagogico usato dagli educatori.
In questo modo la volontà dell’educando si mette in moto ed agisce in conseguenza del sistema educativo. In altre parole, si può affermare che la volontà agisce sotto l’effetto dell’educazione. Del come mantenere un corpo sano per avere una mente equilibrata, ne parlai in precedenti lezioni.
Il vocabolario. La voce “volontà” è così definita: facoltà di volere, di desiderare fermamente di compiere qualcosa e di superare ciò che ostacola la riuscita. Il volere, a sua volta, è definito: tendere con l’animo al conseguimento di un fine.
I sinonimi di volontà sono: abuso, arbitrio, consenso, desiderio, intenzione, impegno, ossessione, prepotenza, talento,velleità, accordo, autonomia, coscienza, ribellione, violenza. Gli aggettivi: costante, debole, ferma, incerta, molle, indomabile, perplessa, risoluta, volubile. I verbi che riguardano la volontà sono i seguenti: accordarsi, arrendersi, cambiare, frenare, imporre, manifestare, subire, vincere.
E’ chiaro che basta un commento adeguato a queste poche note del vocabolario, per svolgere un corposo programma pedagogico sulla volontà. Voglio tuttavia,andare ancora più in profondità per farvi toccare con mano tutta la problematica inerente, ed illustrare quanto è importante e nobile l’opera educativa.
Nell’uomo vi è il famoso triangolo del volere:
Conoscenza o Cognitio.
Desiderio o Desiderium.
Azione o Actio.
Il desiderio viene prima dell’azione. La conoscenza viene prima del desiderio. Agire, dunque, è uguale a volere. Nell’ordine logico, viene prima la conoscenza, poi il desiderio, infine, l’azione o volere. Nell’ordine pratico, si vede solo l’azione, ma essa è stimolata dal desiderio, il quale dipende dalla conoscenza. Per volere bisogna conoscere. La conoscenza, è un atto educativo, è una questione d’insegnamento. Allora?
Vogliamo che i giovani agiscano bene? Gli educatori devono insegnare con intelligenza. La volontà è un potere della natura, corrispondente al desiderio intellettuale per compiere atti liberi. La volontà presuppone un grande e complesso dinamismo di: istinti, tendenze, disposizioni, forze ereditarie, ed è al punto massimo, in cui questo dinamismo emerge, che la volontà decide di dare o di negare efficacia decisiva alle inclinazioni naturali. Purtroppo, la tendenza alla soddisfazione illogica è potente ed attraente: ira, avidità, cattiveria, prepotenza, orgoglio, oppressione, superficialità. Si è stimolati fino al punto da convincersene. Un soggetto, quando intende distaccarsi dal senso comune, sono chiaramente messe in luce, la volontà e la libertà. Eppur si muove! Ripeté l’astronomo.
Bisogna tuttavia considerare che la difficoltà e lo sforzo, non sono di per sé, dimostrazioni di volontà e di libertà. Lasciarsi condurre dagli istinti, si dimostra che manca sia la capacità di controllo, sia l’attitudine intellettuale. In pratica, si evince che esiste un vuoto educativo nella formazione. Tutti sanno che l’uomo è libero solo, quando si fa governare dalla ragione, pertanto, gli schiavi sono quelli che non ragionano, sono quelli che non vogliono, non possono, non sanno ragionare. Non vogliono perché preferiscono farsi governare dagli istinti inferiori. Non possono perché non hanno sufficienti capacità intellettive. Non sanno, perché sono stati educati male.
Il desiderio e l’azione sono libere scelte solo se illuminate dalla ragione. In questo settore gli educatori devono essere molto attenti ed oculati. Insegnare a ragionare, significa insegnare ad essere libero. In questo modo si torna alla prima ed alla seconda infanzia, e di conseguenza, ai genitori e ai docenti delle elementari. I bambini non sanno ragionare. Agiscono per istinto, senza considerare gli effetti del loro agire. Ciò è naturale per la loro età, ma non è naturale per l’educatore, quando si limita a biasimare, condannare e dare dell’immaturo al bambino.
Il bravo educatore, chiama amorevolmente a sé il bambino, gli indica la linea da seguire, gli prospetta le conseguenze del suo agire, lo convince con argomenti qualificati, sinceri, semplici. La libertà non è una qualità della vita vegetativa o sensibile, e non si trova negli animali e nelle piante. La libertà è propria dell’uomo come creatura razionale, il solo capace di decidere se agire o non. Qualunque cosa la ragione considera buona, la volontà può tendervi. Solo il bene perfetto che è la felicità, egli non lo può considerare in alcun modo imperfetto o dannoso. L’uomo brama necessariamente la felicità, e non può desiderare d’essere infelice.
Nell’opera educativa, l’ambito “educazione della volontà”, è molto importante e l’educatore non lo può trascurare, giacché deve insegnare il modo con cui raggiungere la felicità. La felicità si ottiene attraverso i mezzi di conquista. Di conseguenza, insegnare anche a desiderare il Bene e agire correttamente.
Come si fa a capire se si è liberi? 1) La coscienza della colpa, la responsabilità, e il pentimento. 2) Merito e demerito, lode e biasimo, sono inspiegabili senza libertà e responsabilità 3) La legge non avrebbe senso se gli uomini non fossero liberi e responsabili della sua violazione.
L’ideale della ragione è di permeare la condotta umana. La verità vissuta rende l’uomo libero. Non credo che sia ancora il caso d’insistere sulla formazione della volontà nei propri figli e alunni, in quanto mi sembra la logica conseguenza del discorso che si va facendo. Il mondo di domani, la società futura, la vita negli anni che seguono, saranno belli o brutti, felici o infelici, in pace o in guerra, in dipendenza dell’impegno che noi grandi poniamo oggi nel formare o educare la volontà dei nostri giovani. Ciò rimane vero, anche se non lo vogliamo ammettere! Una delle attività della ragione è quella per offrire alla volontà uno scopo nobile ed un ideale ragionevole per la vita. La vita deve avere un significato. Diceva quel saggio: Non solo vivere, ma avere qualcosa per la quale vivere.
L’individuo trova un immediato significato alla vita, dedicandosi secondo le sue possibilità e capacità, a qualche lavoro o missione, con cui può soddisfare le proprie aspirazioni per completarsi ed affermarsi. Il fine ultimo della vita, secondo il Nuovo Testamento, getta una luce affascinante sulle nostre azioni temporali, dà un eccellente significato al più piccolo ed oscuro degli atti umani, e infonde coraggio all’uomo perché sopporti le dure prove, il dolore e la desolazione, come parte essenziale dell’esistenza mortale. Purtroppo, nei riguardi dei giovani, il nostro atteggiamento rimane fuorviante, e mostra la nostra ignoranza logica e pedagogica, filosofica e teologica. Scusate se è poco! Di fronte alle vicende essenziali della vita, i colleghi educatori danno esempio ai figli con le espressioni: Dio si è dimenticato di me! La sfortuna mi perseguita! Non capisco perché Dio ha fatto morire quello che era più giovane?Eccetera. In realtà, questi avvenimenti sono circostanze insopprimibili dall’essere materiale, finito, contingente, limitato, e non sono mai un castigo di Dio. Spesso sono imprudenze vere e proprie. In questo particolare settore della fede cristiana, gli operatori pastorali hanno un punteggio molto basso. Il fatto è che Dio non poteva creare altri “dei”, altrimenti ri-creava se stesso. Per quanto riguarda i miei gusti, la teologia va rivista con il senso della logica ed insegnata con i canoni della pedagogia.
Una volta che si è individuato il fine per il quale vivere,
Occorre individuare i mezzi giusti per poterlo raggiungere.
Ho finito per il momento.
Segue la 2° Parte.


Grazie. Antonino Cappiello.


La Lezione 30, Volontà 2, non l’ho ancora finita di scrivere. Per ora mi manca la voglia. Non appena possibile, la inserirò. Grazie. 

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