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LEGGI COLONNE

3 LEGGI: CREAZIONE  REDENZIONE  PROVVIDENZA
3 COLONNE: AMORE 
 FELICITA  ETERNITA 
3 DOMANDE: VERITA
  FEDE  PREGHIERA


Est grande et beau à la fois
Etudier, croire, pratiquer
Avec foi, vérité, amour.

 

INTRODUZIONE 
Non c’è nulla da fare! E’ un istinto naturale! Un istinto imposto dalla Legge del Creato! E’ la Logica dell’Onnipotente, e non può essere diversamente. Voglio sostenere che non siamo mai contenti di niente, desideriamo sempre di più, aspiriamo al massimo, al completo, all’assoluto, all’infinito. Ci affascina la salute, la ricchezza, il riposo, l’intelligenza, il possesso, insomma tutto. E se non ci riusciamo, diventiamo pazzi, isterici, omicidi perfino. Dunque, desiderio di grandezza e di gloria. Pertanto, la Logica del Creatore è: il desiderio della totalità, dell’infinito dell’eterno; tutti elementi inseriti come costituenti essenziali in questa materia fornita di Ragione. Lo scopo? Per esercitarci a raggiungere l’oggetto dei nostri desideri: LUI! Ed in Lui troviamo la completa soddisfazione delle nostre esigenze. D’altronde la Verità, se è Verità Unica ed Assoluta, non può non essere accolta, tipo l’eliocentrismo, da tutti i viventi pro tempore su quest’aiuola fiorita.
D’altra parte, tale Verità dev’essere presentata con la Logica che compete al buon padre di famiglia, perciò il problema religioso “incerto” si configura come una mala presentazione, a cominciare dall’apparentemente innocua orazione: Signore donaci e aumentaci la fede! Noi ti preghiamo! In realtà si tratta quasi di un affronto al Creatore, rivolgendogli una richiesta così sfacciata che non può avere mai esito corretto. In questo modo ci facciamo l’idea di un Dio nepotista, crudele e discriminatore. Infatti, se dopo un poco di tempo la fede non aumenta, c’è subito pronta la lamentela: Perché non mi ascolta? Che gli ho fatto? Tutti parlano di fede e nessuno la definisce. Proviamoci insieme, amici cari.
Come seconda circostanza, caro Teofilo, ti propongo di osservare i giovani. Dalla nascita all’adolescenza sono un’esplosione d’intelligenza ed una miniera d’assorbimento. Tutto ciò che a loro interessa, che piace, tutto ciò che li rende migliori, che li aiuta a progredire, ogni cosa è introitata con incredibile facilità e con massima perfezione: dalla play station al patentino, dal motorino allo sport, dal cellulare al sesso, e via numerando. Gli errori in questi campi variano dall’1% all’1‰. In campo religioso le percentuali s’invertono: loro conoscono dall’1‰ all’1%. Come mai ti chiederai, amico mio, questa disastrosa inversione? Da che dipende? Mentre nel primo caso sono stimolati positivamente, nel secondo caso sono in qualche modo erroneamente istruiti con azioni, gesti, comportamenti strani, insulsi, reprensibili, con l’intento di renderli ebeti perfetti. Battesimo da neonati: promesse fatte da altri, ma da rinnovare in proprio il Sabato Santo con quella bella sfilza di dogmi teologici che contengono. Prima comunione con tanti doni, “prima” e forse ultima se non scappa pure il viatico. Per la cresima: scelta di un padrino ricco e aitante, il quale segna sul cronometro regalo, il tempo per diventarne l’amante.
Cosa si può dire poi del sesso? Genitori silenziosi, professori tremebondi, clero sconvolto e allarmato. Poi: i genitori aspettano ansiosi la rivelazione della prima volta per il nostro maschietto, finalmente! La componente mistica dal canto suo, pretende invece la verginità prematrimoniale, matrimoniale, religiosa. Ed i giovani se la godono e se la sbattono perché non sono debitori a nessuno e si comportano con assoluta libertà.
In terza proposta, caro Teofilo, c’è il problema della lettura. Dalla mia esperienza ricavo che nessuno ha interresse che si legga bene. Oppure hanno paura di pretenderlo. O ancora, non sanno cosa far leggere. Se permettete, lo posso suggerire io: le poesie più belle della nostra letteratura, e sono tante, e poi l’Eneide, Dante, Elogio della pazzia, Origene, Agostino con le Confessioni, Fedro, Cicerone, Giulio Cesare con il De Bello Gallico, Voltaire e il Dizionario Filosofico, la collezione del mio omonimo Zichichi, ed infine la Bibbia. Tutti sanno che l’oroscopo inebetisce ed allontana da Dio, e nessuno tuona contro quest’umiliante stupidità.
Tornando alla lettura, è bene ricordare che i testi restano, le traduzioni variano nel tempo, a proposito dello sviluppo della Logica, dei ritrovamenti archeologici, dell’indagine sempre più qualificata. Inoltre, ogni libro letto deve lasciare qualcosa, far rivedere una posizione, stimolare una critica, altrimenti varrebbe la pena non versare tanti fiumi d’inchiostro. Ed eccomi a voi, amici cari. Dopo questa premessa chiarificatrice, dobbiamo esaminare la tabella, prima le leggi, poi le colonne, infine le domande. Buona lettura.
PRIMA LEGGE: CREAZIONE
Domande: c’è stata o non c’è stata? E’ avvenuta dal niente o da materia preesistente? Nel tempo o fin dall’eternità? Noi umani siamo gli unici nell’universo, o esistono altri come noi? Ancora: per quale motivo è avvenuta, visto che l’Onnipotente non ha bisogno di niente e di nessuno? La Divinum illud munus di Leone XIII, riportata in DS 3325, cosa ci può dire? Ad ogni modo procediamo con ordine. Intanto togliamoci dalla testa che noi siamo figli del caos, apparsi per caso, e con la prospettiva del nulla. Pertanto l’atto creativo è sicuro. Nessuna religione ne può dubitare. Nessuno scienziato può vantare ipotesi diverse, o scaturite dalla sua mente turbata e dalla sua ima ignoranza. Piuttosto c’è da chiedersi se veramente sia avvenuta dal nulla. A mio avviso è così.
Dev’essere per forza così! Se si vuole partire dall’esplosione di una massa concentrata, il famoso Big-Bang, bisogna chiarire se quella massa fu creata dal nulla, o fu il risultato dell’implosione di un precedente universo collassato, e così via. In entrambi i casi si ritorna al mio teorema. Più interessante invece, sembra la risposta alla domanda seguente: La creazione è avvenuta nel tempo o fin dall’eternità? Se concediamo “nel Tempo”, bisogna capire che cosa ha fatto, o perché abbia aspettato il Creatore, prima di creare. Però, se eternità esclude il tempo, sembra ragionevole affermare che la creazione è avvenuta “ab aeterno”. Ciononostante, non si conclude che la materia è eterna, perché non può essere. Insomma, la risposta certa e secca, definitiva e sicura, qual è? Al momento non c’è, andiamo per ipotesi, ma ci sarà nell’istante in cui si farà l’ultimo respiro. Questa è l’occasione per emettere l’atto di fede, la quale fede altro non è se non ricerca ed attesa. Se cerchi, puoi avere fede e pure aumentarla, se dormi sono problemi tuoi. E’ così!
Il buon padre di famiglia, allora, per istruire i suoi cuccioli, prenda spunto dalle citate affermazioni, e dia sfogo o faccia sfoggio della sua interiorità e della sua cultura, più a lungo e più profondamente di quanto qui va leggendo. Dai teoremi di geometria si ricavano i corollari, i quali non esisterebbero senza il teorema. Nel nostro campo religioso, i corollari si ricavano, ma spesso non si spiegano. Qui entra la fede! Ti espone il teorema e non ti dà chiarimenti sufficienti sui corollari. Diversamente la fede non avrebbe motivo d’esistere, né di essere citata. Oh, finalmente abbiamo finito! Eh, no! Abbiamo appena cominciato. Infatti, c’è da mostrare ora il vero volto del Creatore. Chi è? Com’è presentato? Perché dobbiamo amarlo? Come si comporta con gli umani? Questioni impegnative, è vero, ma di soluzione facile, volendo. Attenzione!
Se pensiamo che ha usato le mani per modellare l’uomo di fango, ed ha usato la bocca per soffiare l’anima, siamo fuori strada. Se pensiamo che ha punito l’uomo e che il suo peccato si è trasmesso alle generazioni future facendole nascere peccatrici fin dall’espulsione del seno materno, siamo fuori strada. Se pensiamo che ha creato la donna da una costola del maschio dormiente, siamo fuori strada. Questo tipo di Creatore si presenta come un dio matto, zuzzurullone, crudele. E a chi importa un essere del genere?
Perciò molti ripetono: Non esiste! Oppure, Sarebbe meglio se non ci fosse! Dunque, che vantaggio ci porterebbe la fede? Procediamo! Gli scienziati d’astrofisica affermano che l’Universo si estende per 20 miliardi d’anni luce chilometri, e che la sua età è sui 20 miliardi d’anni, di cui 10 già trascorsi. Ora la domanda è: In quest’immensità, siamo soli o ci sono in qualche parte altri esseri viventi? Due sono i casi: o sì, o no! Nel primo caso, sarebbe successo come qui da noi sulla Terra? Sempre che la Logica del Creatore è la stessa! Altre nascite d’umani peccatori? Altre Redenzioni e Passioni?
Si potrebbe concludere che questo Dio non ha niente da fare e per passare il tempo va patendo qua e là. A questo punto si esclude che vi siano altri Pianeti abitati, non ce ne sono mai stati e non ce ne saranno. Il privilegio è unico, ed è solo per noi. Potrebbe essere anche questo, argomento di fede, ma chi ci riflette? Tuttavia, al Lettore la sua interpretazione.
Poniamoci adesso l’ultima domanda: Perché Dio ha creato l’uomo? Ora, se noi diamo per scontato che Dio è Creatore, Infinito, Eterno, Onnisciente, Logico, possiamo affermare con certezza, che non gli può mancare l’attributo che è la somma e la sintesi dei precedenti: l’AMORE. Dunque, Dio ha creato per amore. E che significa? Per i miei gusti, Amore è partecipazione ad altri delle proprie competenze, della propria grandezza, della propria stessa vita. La Ragione, fornitaci gratuitamente poi, ci permette di capire queste cose e di approfittarne, oppure di rigettarle, [la cosiddetta libertà], che altro non è se non un pensiero logico. Quando io volessi fare del bene a te, caro Teofilo, e tu mi creassi problemi di rigetto, ti lascerei libero di seguire la tua via e la tua vita senza obbligarti con la forza, [il cosiddetto miracolo], per impedirti di cadere nel baratro, [il cosiddetto inferno]. Massima libertà di scelta, autonomia assoluta, senza forzature. L’unica condizione, in ogni modo, è la risposta d’Amore all’Amore manifestato. Per rendere più facile, semplice ed appetibile, una tale disposizione, il Creatore ha assunto anch’egli la natura umana, e ci ha dato delle indicazioni precise, condensando il suo Messaggio in tre dati:
Fede, Verità, Amore. Si potrebbe anche dire: Ricerca, Ritrovamento, Soddisfazione.
Non appena con questo semplice percorso, riusciamo a penetrare il Pensiero Divino, avremo imbroccato La Via Giusta, La Verità Inconfutabile, La Vita Eterna. E che vuol dire? Vai a pag. 7.
Se non suonasse ilarità alle orecchie di un macaco, direi che siamo contemporanei del Creatore. In che modo? Ascolta! Giacché l’Eternità, esclude il Tempo, dato solo dal movimento, essendo essa un presente continuo, anche “eternità” significa “presente”. La stessa Creazione e la presenza dell’uomo, sono da sempre. E’ un altro motivo per escludere redenzioni bi-tri-locate, ed anche per affermare che l’unico Pianeta abitato è solo Questo qui, la Terra! Un’ultima cosa: l’accumulo dei beni contingenti e perituri, specialmente se male conquistati, è pura utopia, in quanto non serviranno per l’esistenza spirituale. Vedi “Lazzaro” in Luca 16:19. Naturalmente chi avrà di meglio da dire, parli pure! Io passo alla seconda Legge. Intanto mi piacerebbe sapere da teologi, mistici e super geni, se quello che scrivo non è preghiera. Grazie.
SECONDA LEGGE: REDENZIONE
Dopo La Creazione, il secondo passo è la Redenzione. E qui la mia richiesta di lumi si fa sempre più pressante per il fatto che mi esprimo in qualche modo diverso. In ogni caso, Redenzione è affrancare, liberare, riscattare, da tutto ciò che opprime e reca danno, come pure dolore ed umiliazione, tutte cose, che sono pertinenze della natura umana, finita, contingente e deperibile. Però la natura non appartiene al Regno dei Cieli, essendo fatta di protoni, neutroni ed elettroni. Vi appartiene invece lo Spirito con cui fa coppia nel periodo transitorio di vita terrena. Circa il Regno dei Cieli appena nominato, non intendo ripetere quanto bellamente illustrato da Benedetto XVI, al capitolo terzo del suo libro Gesù di Nazareth, e con cui concordo pienamente. Allora andiamo avanti.
Obiettivamente, alla conquista del premio saremmo dovuti arrivare da soli utilizzando la già commentata Ragione.
Sì, la sola Ragione, ma in un eccesso d’Amore, e volendo rendere il passo più spedito, e la méta più sicura, l’Onnipotente ha pensato di assumere la nostra natura umana e darci “di persona” ed “a voce”, qualche consiglio per centrare il bersaglio con precisione. Domanda: Perché solo nel 754 ab Urbe Condita, e non prima? Rispondo: Questo lo devi chiedere a Lui. Per ora segui il mio ragionamento, stupido Teofilo.
Ho già affermato che eternità è assenza di tempo, e che è solo un presente, quindi “il prima e il dopo” non possono valere per Lui, e non valgono. La Redenzione s’inserisce nell’eternità. Se poi Redenzione si considera come liberazione del genere umano dalle conseguenze del peccato originale, si costringe il povero cristiano ad osservare il volto del Creatore come attraverso un caleidoscopio che lo riflette vario e mutevole, grosso o piccolo, bello o brutto, chiaro o scuro, secondo l’umore della “testa di legno” che l’osserva. Questo risibile comportamento insinua il dubbio sull’esistenza del Creatore, e il dubbio genera la non credenza, che a sua volta produce l’odio. Non voglio insistere ulteriormente sul fatto che si tratta di una cattiva presentazione da parte del buon padre di famiglia.
Torniamo ai consigli ricevuti dal Divino Psicologo, e annotati nelle Scritture, per comprendere le difficoltà della natura creata, per annotare i rimedi a superarle, per entrare nel Gran Tempo fin da ora, come Lui stesso ha affermato e riportato in Gio 17,3. In ogni modo, ecco come si è espresso e cosa ha detto: le parabole del regno, la questione del rinascere, il racconto del figlio prodigo, poi insiste su cerca, bussa, chiedi, il samaritano disponibile designato come “homo quidam”, l’acqua purificatrice, il simbolismo dei pani e dei pesci, le guarigioni, le risurrezioni di vari morti, e tanto altro, sono tutte cose che capitano durante la vita terrena, ma se curate con le sue medicine sono caparra e pegno per una vita in cui saranno meri ricordi.
Sì! Già! E con la Passione e Morte come la mettiamo? Giusto! Forse bastava la sola Incarnazione, ma l’Incarnato Dio, per dimostrare le sue intenzioni e per dare esempio a noi, ha voluto affermare il suo pensiero prepotentemente, pur potendone fare a meno. Ostinato e deciso com’era, si è messo contro di tutti: E’ così, come dico io, e non posso ritrattare! Insomma: La Verità sono io, la Vita, la do io, la Via l’indico io. Contraddice i potenti che erano di parere diverso, ed è crocefisso. Dall’alba della civiltà fino ad oggi è sempre la stessa solfa, chi dice il vero fa una brutta fine. Ed è un altro motivo per affermare che la Verità vera, non si vuole, e perciò è vera soltanto la sua. Nel III Millennio si deve sfatare tutto questo a norma del riportato di Gio 16,13.
Gli errori di traduzione, possono sviare dal vero. Attenzione!
‘aDaM, l’umanità, tradotto con Adamo.
‘etz, la crescita, tradotto con Albero.
‘aPHi, facoltà di apprendimento, tradotto con Narici.
Eden, tempo terreno, tradotto con Paradiso Terrestre.
Aishah, il mio Io, l’anima, tradotto con Donna.
Kàmelos, confuso con kàmilos, cammello confuso con spago.
Al termine della II Legge, permettete che mi concedo l’onore d’indicare qualche pubblicazione per schiarirsi le idee:
Antoine Fabre d’Olivet, La Langue Hébraique Restitutée.
Igor Sibaldi, La Creazione dell’Universo.
Igor Sibaldi, Il Codice Segreto del Vangelo.
Antonino Zichichi, Il Vero e il Falso, Perché Credo, L’Infinito, Galilei, Il Tempo, e altri ancora.
TERZA LEGGE: PROVVIDENZA
Fede-Verità-Amore, sono i due binari e la cremagliera per salire in alto, molto in alto. Tre elementi che s’ingrandiscono con la ricerca, Amore, si consolidano con la richiesta, Verità, si approfondiscono con la confidenza graduale, Fede e Grazia.
Provvidenza è l’attenzione a non far mancare ad altri l’aiuto che gli bisogna. Quindi, è anche previsione, prevenzione, protezione, conforto, e vedano il vocabolario. Infatti, è proprio così, è la Logica messa in moto con l’Atto Creativo, e che noi umani cerchiamo di scoprire passo dopo passo. Con l’aiuto di Zichichi abbiamo appreso che la distanza Terra-Sole equivale ad 1 Unità Astronomica, in breve 1 UA, pari a 150 milioni di chilometri. Poi abbiamo scoperto che tra i corpi celesti esiste un rapporto individuato come attrazione gravitazionale, e ancora il perché della presente distribuzione acque-terre, le questioni legate all’atmosfera, e mille altre robe nei libri di Zichichi, senza parlare di biologia, anatomia, patologia, eccetera. La stessa Redenzione è una Provvidenza. Sappiamo noi approfittarne? Quest’ultimo verbo mi fa ripensare alla “Palla al Balzo” cui ho già fatto cenno. Quante occasioni, ci capitano nella vita, disponibili per essere captate, ma che per noia, negligenza o ignoranza, ci lasciamo sfuggire. Potrebbero essere la nostra salvezza, la nostra Provvidenza, e talvolta sono la nostra perdizione. Un esempio per tutti: Le tentazioni dell’Uomo-Dio: fame, gloria, suicidio! Tre palle al balzo che potevano essere captate. Però quell’uomo era colto e ben educato dalla madre, due elementi quasi infallibili per distinguere il bene dal male. Infine, la Natura è un Libro aperto in cui leggere tutto il comportamento provvidenziale a nostro uso e consumo.
Un Mondo di perfezione, in cui non manca niente, e che aspetta solo la sua “conclusione” per deperimento naturale cui va incontro come cosa creata. Tutto previsto! Niente lasciato al caso! Nulla cambierà mai nella Logica messa in atto. Nemmeno la manipolazione genetica si può affermare che va contro Dio, in quanto tutto quello che si fa è previsto dalla Logica del Creatore. Tutt’al più, siano responsabili dell’uso della Ragione. Sì, ho capito, e perché ancora insisti tanto?
E’ vero, perché mi vien da sussultare quando sento l’espressione susseguente pronunciata con sussiego: creatio continua! Che vuol dire? Chissà chi l’ha pronunciata per primo! Tuttavia, la gran parte dei “non pensanti” la utilizza per sbalordire il “povero idiota” lasciandolo a bocca aperta e rendendolo incapace di chiedere oltre, non riuscendo a coglierne il significato, creatio continua! Boh!
In ogni caso, se fosse vera la creatio continua, l’Onnipotente avrebbe costruito un castello con le carte da gioco, e deve stare attento che per un nonnulla possa essere distrutto. Invece no, ogni cosa è orientata al suo fine, e non può sgarrare, perché così è. Il concetto è molto ben chiarito nella Divina Commedia, e basta la conoscenza di Dante, per essere cristiani più seri di quanto sembra oggigiorno. Non mi piace girare il dito nella piaga, però mi si conceda almeno il favore del dubbio: E’ forse onorevole la presentazione di Dio com’è fatta al momento? E’ un gaudio per il Creatore essere mostrato per quello che non è? E’ in grado il buon padre di famiglia a spingere l’esse-ti-erre che ascolta a conoscerlo a fondo e ad amarlo? O forse ad odiarlo?
Se non sono stato chiaro, me ne scuso, e dichiaro che c’è sempre tempo per correggermi o per essere corretto. Grazie.
PRIMA COLONNA: AMORE
L’Amore è un moto affettuoso e un’inclinazione profonda verso qualcuno o verso qualcosa. Partendo dal Sommo, Eterno, Divino Amore, troviamo la stessa parola per qualificare l’amore sessuale, per indicare un’aspirazione ardente per la realizzazione di un ideale etico, o politico, o religioso, ma anche per configurare un forte desiderio di qualcosa o attaccamento a qualcosa. Infine, la parola Amore, si usa per precisare la solerzia, lo zelo, l’accuratezza. Dunque, Amore non è un concetto semplice, e non è facile intenderlo se non si precisa con esattezza, a chi si riferisce, o a che cosa. Tuttavia, riguardando in primo luogo, e in modo massimo e completo l’Onnipotente Creatore, non è peregrino concludere che gli altri citati Amori, non siano una percentuale dell’Amore Divino. Allora, perché qualche Amore è negato, deriso, condannato? Stando così le cose, per qualunque attività umana, grande o piccola, c’è la possibilità di sentirsi sì come rota ch’igualmente è mossa, e già volgea il mio disio e ‘l velle, l’Amor che move il Sole e l’altre Stelle.
Senza dilungarmi ulteriormente, posso sostenere che le cose sono già state tutte scritte, bisogna solo farle proprie. L’Enciclica di Benedetto XVI Spe Salvi, cade come il cacio sui maccheroni per chiarire questi concetti, dalla Ragione come dono all’Eternità come presente, dai doni preternaturali alla preghiera, dalla fede al purgatorio. Nel campo dell’Amore vale molto l’educazione, voglio dire il metodo psico-pedagogico, ed ogni errore in questo settore allontana da Dio con potenze al quadrato, se non più! Il cerchio dell’Amore è 360°, e non possiamo sfuggirne, lo possiamo solo distruggere, ma essendo d’un sol pezzo, la distruzione sarà totale. O tutto, o niente!
SECONDA COLONNA: FELICITA’
Senza Amore non esiste Felicità. Mai! In nessun caso! Per nessuno! Una volta distrutto l’Amore, si distrugge con esso anche la Felicità. Pensate alla droga, all’aborto, alla guerra preventiva. Per distruggere l’Amore ci vuole un attimo, ma per riconquistarlo non è più possibile. Tuttavia, non mancano casi di recupero, come Francesco, Agostino, Paolo di Tarso, e qualche altro. Il Creatore ci offre la Felicità eterna perché è Amore eterno. Ma non ci costringe ad accettare né a ricambiare. Allora sono cavoli amari. A volte sembra che si proceda con il vento in poppa pur mancando l’Amore. Illusione! Vera illusione! Punto e basta!
TERZA COLONNA: ETERNITA’
Il nome o concetto, indica uno stato che noi umani non siamo abituati a concepire, l’assenza di tempo. Infatti, si tratta di una rappresentazione religiosa propria della condizione divina, che è libera dai limiti di tempo umano, e non ha né principio né fine. Dicendo “Dio è eterno” intendiamo che non abbia principio e che non avrà fine, sia durato e durerà sempre. Certo non è facile da capirsi, ma das wissen alle Leute, come tutti sanno, non si capisce ciò che non si vuole capire, e si capisce ciò che si vuole capire. Come l’Euro: è facile avere un euro per chi l’ha, ed è difficile averlo per chi non l’ha. Insomma, cos’è l’eternità? E’ un presente fisso, immutabile, stabile. Spesso si sente dire: valorizzare il momento presente, oppure, la felicità dura un istante, ecc. Allora, ogni istante, una volta passato, è irrecuperabile. Nel frattempo, fra un istante non sai cosa ti capiterà. Una pallottola vagante, uno scontro frontale, o un ictus fulminante.
E procediamo.
A quanto è risultato, il Divin-Uomo non era proprio un pezzo di pane con gli sfottitori, con quelli in pratica che non prendono le cose sul serio. A Marco Bar-Jona diede un calcio nel deretano e lo buttò fuori della Sinagoga perché disturbava la sua lezione. Al gruppetto di comari che fingevano di non capire, rispose: Chi capisce, capisce! Contro i Farisei con i filatteri, sbottò: Chi ha orecchie per intendere, intenda, pecché a me nun me passa manco pa’ capa! E rientriamo in argomento dopo la parentesi.
A volte eterno si usa per indicare ciò che ebbe principio e non avrà fine: come sonno eterno, pena eterna, premio eterno, ecc. A tale proposito non posso nascondere un mio leggero turbamento. Dire: “Dio eterno” e “premio eterno”, sembra che entrambi siano senza principio né fine, oppure si immagina che entrambi hanno un principio. In questo secondo caso, per i miei gusti, sarebbe più appropriato dire: premio senza fine. Purtroppo nel buon padre di famiglia si nota ignoranza, superficialità, pressappochismo, e non sono fatti miei. Checché ne sia, a parer mio, è certo che una volta separata dal corpo, l’Anima entra nello stato d’eternità senza tempo, per questo il Purgatorio appare una mera invenzione come quella del Limbo. Per ora lascio da parte la questione dell’infinto.
Rimaniamo sull’anima e continuiamo. S’insegna che alcuni Sacramenti imprimono un carattere, non so, come una cicatrice, un tatuaggio, un bollo postale, o altro, non si sa. Di certo non è chiaro cosa sia questo carattere indelebile che dura in eterno. Poi sull’anima! Se fosse vero, nella schiera dei Beati in Paradiso, alcuni sarebbero segnati, altri no! Segnati forse per avere qualche privilegio in più? Oppure per individuare i cattolici, i preferiti? E la Redenzione non è stata per tutti? Insomma, nella Logica del Creatore sarebbe incluso tutto questo? Ciononostante, si pretende che tutti credano in un Dio presentato come discriminante, fazioso, nepotista. Boh!
Passiamo alla risurrezione dei corpi. Prima di tutto non è chiaro perché si debba avere un corpo in Paradiso. L’amico osserva: Ma no, è un corpo spirituale. Rispondo: questo è già una contraddizione in termini, corpo-spirituale, come dire che il materiale è spirituale. L’altro amico aggiunge: Stupido, è un corpo glorioso! Rispondo: Concediamo che sia vero! Allora la Seconda Persona ha un corpo glorioso, mentre il Padre e lo Spirito Santo non l’hanno. Come funziona allora la Trinità? Ricordate il primo punto “creazione”? E che siamo soli in quest’Universo? Altrimenti il Figlio avrebbe un gran numero di corpi gloriosi. Che ne dite? Se il corpo è fatto di fango, cenere sei ed in cenere ritornerai, cosa c’entra con lo spirituale? La Logica del Creatore sarebbe questa, o sarebbe fallita, o era errata? Ancora l’amico: E’ annotato nella Scrittura. La Scrittura è ispirata. Come tale è infallibile. Rispondete voi per favore. Agostino si battette tanto e di più per impedire a Girolamo di tradurre dall’ebraico, e pretese che la traduzione dei 7, enfaticamente aumentati a 70, richiesta in greco da Tolomeo, fosse voltata in latino tale e quale con il nome di Vulgata. Ormai la frittata era fatta, e così la stiamo assaggiando ancora oggi. Sono passati 2.000 anni e ancora non si respira aria pura. Le vocazioni sacerdotali e religiose d’ambo i sessi diminuiscono perché i giovani cercano la verità. L’esempio poi?
Lo so, sono terribile, parlo troppo e me ne pento. Riconosco di essere uscito fuori del seminato e chiedo perdono.
Le mie confessioni pubbliche però, credetemi, vogliono la Verità, cercano la Logica del Creatore, amano l’Unità.
Farò come Agostino, scriverò le Mie Confessioni Atto Secondo, però dopo averle lette,
Fatemi pure a me dottore della Chiesa.
Imiterò Paolo di Tarso che, sulla spianata custodì i mantelli dei lapidatori di Stefano,
e poi scrisse 13 lettere inserite nel Canone.
Quando mi pentirò inserite pure le mie formule nel Canone, ma non mi fate saltare la testa.
Il terzo esempio cui starò dietro per pentirmi amaramente, è Pietro.
Egli rinnegò e poi pianse cocenti lagrime.
Alle domande del Maestro rispose: Lo sai che ti amo Divino! E fu fatto primo vicario.
Io non posso chiedere tanto, pur con le mie lagrime, e se non più il primo, fatemi almeno il 266°
Dopo Benedetto, con cui corre buon sangue.
Qui finisce l’eternità.
PRIMA DOMANDA: VERITA’
Chi Cerca Trova. A chi Domanda sarà Risposto. A chi bussa sarà Aperto. Tutto sta nell’Uso della Ragione per Capire la Logica.
SECONDA DOMANDA: FEDE
E’ la conclusione ragionevole di tutto quanto detto fin ora.
La fede non si chiede, si scova, si conquista.
La fede debole non esiste.
O c’è tutta, o non c’è per niente.
TERZA DOMANDA: PREGHIERA
Eccomi, sono giunto al momento cruciale, caro Teofilo, il giorno di rivolgere al Creatore, domande intelligenti sul suo Essere, sulla sua Vita, sulla sua Logica. Ti dirò poche cose, giusto per aprirti la strada, e poi lasciare a te e ad ogni singolo individuo di proseguire a proprio piacimento, per rivolgere al Creatore la personale preghiera intelligente.
La prima cosa che mi viene in mente, è guerra santa. E’ strano come le varie Religioni hanno usato e usano oggi queste due parole in un’unica espressione, pur essendo in contraddizione tra loro. Guerra, è fuori della Logica del Creatore, essendo la Pace un attributo della sua Santità. Per quanto mi riguarda, la Guerra esiste solo, quando non si è in pace con se stessi, più che con gli altri. La morte come conclusione naturale della vita è una cosa, distruggere l’esistenza, volutamente e per cattiveria, è un’altra. La domanda o preghiera conseguente è di chiedere al Creatore qual è la sua Logica al riguardo. Se rispondessi io, nessuno mi crederebbe. Formuli allora ognuno la sua domanda che è la sua preghiera.
In Matteo 6,33 si legge: Cercate prima la giustizia di Dio. Che cos’è la Giustizia? La Giustizia è operare rettamente, ed è un indicativo attributo dell’Onnipotente e della sua Logica. Egli non solo opera obiettivamente, ma giudica con onestà, e dà a ciascun quel che chiede e che si merita. A causa di questo comportamento non si può bluffare e, poi a pensarci bene, la giustizia è parente dell’infinito. In che modo? Ecco! L’infinito non ha parti, come ad esempio, poco infinito, mezzo infinito, un poco d’infinito, perché anche una piccola parte dell’infinito è infinito intero. Così la giustizia: non si usa una certa giustizia, un poco di giustizia. Se si usa, si usa tutta, altrimenti non si pratica per niente.
O sei giusto in toto, o sei una testa di cavolo. La domanda è: il Creatore, che tipo di giustizia persegue? La richiesta di lumi, è preghiera.
La giustizia, a sua volta, pretende la fedeltà. Fedeltà sempre, e con tutti, unitamente ad una Logica ferrea, che non permette la discriminazione delle persone. Per rispettare questa successiva esigenza si richiede la Fede. O ci credi, stimi, e sei sicuro, che il Creatore è giusto e fedele, o non ci credi per niente. Fede. Sì! In tal modo nelle religioni si escluderebbe la mediocrità. Che strano, però! Proprio gli operatori pastorali, che dovrebbero dirlo e pretenderlo, pare che se ne disinteressano. E tutti contenti, indagano, intervistano, studiano sociologia religiosa, organizzano convegni su fede debole, su credente ma lontano, su praticante sì o no, su frequenza sporadica o assidui, eccetera, senza accorgersi che tali definizioni hanno un comune denominatore, la non credenza, da una parte e dall’altra. Per finire, vi ricordo, cari amici, il tre in uno del retto agire: Giustizia, Fedeltà, Fede. Ed ora chi vuole prenda, e chi non vuole lo prenda a scherzo. In ogni caso si faccia la domanda e si rivolga la preghiera. Grazie.
Ricordi, caro Teofilo, il triassico della parallasse? Ovvero, la triplice divisione del mesozoico, e il mutamento del sito per l’osservazione? No? Va bene, ripetiamo. Duemila anni prima del 754 dalla fondazione di Roma, Mosè salì sul monte Oreb, penetrò il pensiero del Creatore, e ne discese con precise indicazioni per procedere alla conquista facile del Paradiso, che allora si chiamava Terra Promessa. Due millenni dopo, proprio nel 754 a. U. C., scese dal seno del Padre Colui che ne conosceva perfettamente il Pensiero. Egli diede nuove indicazioni per ottenere la gloria eterna, ridimensionò la Legge mosaica, tagliò e corresse gli usi fasulli, i costumi ridicoli e il pensiero fuorviante, tutte cose che si erano accumulate durante il tempo. Nel XX secolo, a seguire e a conclusione del triassico, discese dall’emme-esse-a, il collega di colui che cento ne pensò e ne scrisse, e dopo avere anche lui studiato la Logica del Creatore per la terza volta, vuole offrire rinnovati ragguagli al Mondo per proseguire nella ricerca, e con la Speranza secondo la “Spe Salvi”, di conoscere ora come in specchio, poi faccia a faccia, la Logica dell’Onnipotente Creatore per prendere parte al Divino Eterno Banchetto. Chi ha orecchie per intendere, accolga, faccia la domanda, e rivolga la preghiera.
Giulio Cesare fu detto il pacificatore dell’ecumene. Nulla da eccepire al riguardo. Vorrei solo sapere perché poi la normativa del Divino Pacificatore si prende sotto gamba. Osservate: la risposta dell’oroscopo da una parte, e il grattarsi dall’altra, sono ritenute indicazioni più precise e convenienti di quelle dettate dall’Eterno Incarnato. A questo punto sorge un dubbio e con esso la domanda: Che non si tratti di una falsa presentazione di Dio da parte di chi di dovere, o di una presentazione non avvenuta affatto?
A volte sembra addirittura fuorviante. In ogni caso il risultato non cambia. E’ solo questione di poca credenza o di nessuna credenza. C’è una psicologia fondamentale fallosa, all’origine. Qui si faccia la domanda e la relativa preghiera.
L’ebraico “anawim” significa poveri di Dio, tradotto “poveri di spirito”. E che vuol dire? Vuol affermare che “povero” non è un morto di fame senz’arte né parte, bensì che nel suo spirito manca la conoscenza accurata e dettagliata del nuovo divino orientamento, attinto dal Divino Maestro direttamente dal seno dell’Eterno Dio Creatore, e presentato al Mondo in modo semplice e giocondo. Per arrivare a ciò, il fedele della religione, dev’essere disponibile ed aperto al nuovo, in concreto, assetato ed affamato di miglioramento, desideroso di gustare il pane e il vino della sapienza senza limitazioni, senza “ma” e senza “se”. Per questi, di sicuro, è preparato il Regno dei Cieli. Il bello dura poco, ed è durato dal 754 al 787 dalla fondazione di Roma. Gli Apostoli furono osservati con la lente d’ingrandimento e vocati per la loro apertura di mente e di cuore, come confermò Benedetto XVI a mio conforto, nel suo libro Gesù di Nazareth, a pagina 116. Se è vero il mio dire, siamo nel campo della psicologia, e questo metodo è bene usarlo anche in famiglia, a scuola, in chiesa. A mio parere è anche un’occasione, per chi è tenuto a farlo, di valutare la cosiddetta “chiamata” alla vocazione religiosa. Ci sono in giro tanti carciofi da far dubitare se la nostra, sia la vera religione. Nello stesso testo di Matteo, si trova anche il greco “prays” con il plurale “praeìs”, tradotto “mansueto, mite, buono”, mentre a me sembra un’invettiva contro la maledetta guerra preventiva. Non solo ma contro tutto ciò che divide, separa, osteggia, fata salva la dabbenaggine, la stupidità e la malattia mentale. A questo punto le domande sono due, e poi le due preghiere.
Vincere la morte è un’altra affermazione curiosa nell’ambito delle religioni. Si vince il nemico, il male, il peccato, ma la morte, come fine materiale, è insita nelle creature come evento dovuto. Si afferma che l’uomo era esentato dalla morte all’inizio della creazione. La riflessione su questo dato segue alla pagina 20. Grazie.
Continuare a vivere in eterno, senza fine, appare più una condanna che un dono. Sicuramente si vorrebbe rimandare la morte il più possibile. Ma vivere sempre, senza termine, questo tutto sommato, può essere solo noioso e alla fine insopportabile. Ambrogio annota:
La morte fu resa realtà di natura e Dio la diede come rimedio. Doveva essere posto un termine al male, affinché la morte restituisse ciò che la vita aveva perduto. L’immortalità è un peso piuttosto che un vantaggio, se non la illumina la grazia. In pratica, noi non desideriamo neppure di continuare ad esistere senza limiti, e anche la Terra non fu creata con questa prospettiva. Si assicura che la vittoria ci sarà con la resurrezione dei corpi, quasi che fossero necessari per la vita eterna. Bella domanda da rivolgere al Creatore per essere informati della sua Logica, e poi la preghiera.
Il greco “éschaton” indica ciò che deve venire, e nello stesso tempo è già presente adesso. Non mi dilungo su questo punto perché ne tratta Benedetto XVI a pagina 95 del suo libro Gesù di Nazareth, con maggiori dettagli. Adesso, la domanda e la preghiera.
Il battesimo non si può ridurre a semplice rito sui neonati incapaci di comprenderne il significato. Ancora più esplicito, e più affascinante, Benedetto XVI nel citato libro, a pagina 91. Non resta che da chiedersi se non sia il caso di approfondire, e poi rivolgere la preghiera.
L’ethos è un costume, una norma di vita, e s’identifica con il personalismo stretto, con il proprio comportamento, con l’Io. La Grazia, è partecipazione alla vita divina, ed è sublimazione dell’ethos, è una rifinitura morale. La Grazia non si riceve a semplice richiesta, si ottiene attraverso la Preghiera, come largamente dimostrato nella precedente formula 81, e come conferma Benedetto XVI a pagina 73 del libro di cui sopra.
Si tenga presente che se manca l’ethos non è possibile alcun ricevimento di Grazia. Signori, prego, rispondete: Se manca il Teorema, può esserci il corollario? Ora fate la domanda e poi pregate.
In Luca 17,20 si legge: Il Regno di Dio è già in mezzo a voi. E’ stato illustrato poco innanzi. In Matteo 17,15 è scritto: Non per abolire, ma per completare. Consiglio di andare a leggere pagina 94 e seguenti, del libro di Benedetto XVI per maggiori ragguagli. Poi la domanda come il solito, e la preghiera.
Libertà e Amore, aut simul stant aut simul cadunt, commenta Paolo in Galati 5,13. Poi nella stessa lettera al 2,20 e in Filippesi 2,5 spiega come fare per vivere in Cristo, e per far sì che Lui viva in noi. Se Dio scende, l’uomo sale. Approntare la domanda e poi fermarsi a pregare.
Saluti e auguri. I testi restano, la Logica del Creatore li interpreta e li ridimensiona attraverso Mosè, l’Onnipotente stesso, e un altro. Il tutto sempre con il medesimo scopo: partecipare alla gloria eterna di cui Dante offre un soddisfacente specimen.
A chacun ses demandes et ses prières.
Adieu, adieu, Cher ami.

 

Antonino Cappiello - Sorrento, Thursday, 13 December 2007

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