Articoli

ORATORI 


FORMULA 86

GLI ORATORI E LE OBIEZIONI
Tutti vogliono il vostro bene, amici miei, ma per portarvelo via.
I grandi Oratori, Maestri, Parlatori, sono quei pochi soggetti, che fondandosi sulla Ragione, hanno sviluppato un pensiero eccezionale, pensiero che vogliono portare a conoscenza dei non pensanti e orientare la massa dei babbei a bere acqua dalla propria fonte. Con la parola e con gli scritti essi mettono a disposizione di tutti, le loro conclusioni. Tutti loro sono nel giusto, e non si può dare loro torto. Il fatto è che sono pochi, ma camminano su strade diverse. Dal momento però che tutte le strade portano a Roma, in definitiva, hanno tutti ragione da vendere. Invece, è il babbeo che ha torto, perché come asino in mezzo ai suoni, non si sa decidere, e pesca un poco a babordo e un poco a tribordo. E rimane deluso come un pesce fuor d’acqua. Dinanzi ad una tavola ricca di vivande, o rimane digiuno, o s’ingozza da crepare. Per ovviare a questa crisi, bisogna evitare gli errori pedagogici fin dalla nascita. Non c’è altra soluzione.
Per capirci meglio, creiamo un caso particolare, parlando di psicologia, la scienza che studia il comportamento e i processi mentali dell’uomo. Così un giorno, un gruppo d’adulti invitò uno psicologo per avere chiarimenti sui processi psichici inconsci e sui conflitti tra le varie sfere della psiche. Nel primo caso siamo nella psicologia del profondo, nel secondo caso siamo nel gestaltismo, corrente di pensiero che rifiuta di isolare i fenomeni psichici gli uni dagli altri, e per studiarli e spiegarli, li considera come totalità organizzate e indissociabili nel loro insieme. Non mi è stato possibile sapere cosa abbia detto l’Oratore e quale tesi abbia sostenuto, in quanto i partecipanti hanno solo riferito di “non aver capito niente”. E qui si rivolsero a me dispiaciuti per non avermi invitato a controbattere l’Oratore. Innanzi tutto, risposi, si tratta d’argomenti troppo vaghi, nei quali si può dire tutto e si può dire niente. Se almeno si discusse un tema più specifico, quale per es., le psicosi fisiosociali, o i risultati di un insegnamento vacuo e indeciso, o le crisi cui si va incontro in seguito a indicazioni equivoche, o ancora il rapporto tra coscienza e opinione, ecc. ecc., già si sarebbe potuto dire qualcosa di più sensato. Purtroppo è andata così; ma ritorniamo al mio invito. Controbattere l’Oratore? Che significa? Per correttezza etica al conferenziere si rivolgono domande di chiarimento, non affronti, suggerimenti, obiezioni, per mitigare la sua relazione e cambiare idea e scendere a miti consigli. Egli viene per esporre il suo pensiero, per dare, per insegnare, non per essere corretto. Può verificarsi il caso che l’esposizione non sia piaciuta. Allora si chiami un altro e si ascolti con attenzione. Dopo di che ognuno fa le sue riflessioni, e si accoda all’uno o all’atro. Sempre perché, non si è all’altezza di farlo in proprio.
In ogni caso, mai due opinionisti contemporaneamente. Comunque ho l’impressione che tutto si faccia per facciata, che non si ha voglia di riflettere per scoprire la Logica del Creatore, ritenuto nei fatti un illustre Ignoto. Non ho argomenti per dimostrarlo, se non alcune riflessioni che me lo fanno pensare. Il gesuita Vanuà scrive sistematicamente le omelie dell’anno liturgico e le pubblica nel mese di ottobre. Quasi tutti i celebranti in Italia e nel Mondo, comprano il libro, danno uno sguardo alle pagine di riferimento, e in 5-10 minuti ne riversano il contenuto, o almeno pensano di farlo, nelle teste di legno che nemmeno li ascoltano, per una sessantina di volte l’anno.
Al secondo posto e per altre occasioni o circostanze, ci sono i Padri della Chiesa, scrittori ecclesiastici, vale a dire, dei primi secoli che contribuirono alla formulazione della dottrina. E così ci siamo fermati al IV secolo, come Cristo si fermò a Eboli. Mai un minimo sforzo personale per un successivo passo avanti. Qualunque cosa si chiede o qualunque argomento si tratta o si affronta, si risponde sempre con una citazione patristica, o per ignoranza, o per paura, o per sicurezza. Non che gli sforzi dei Padri siano da disprezzare, o da non considerarsi per niente. Tutt’altro! Sono la Parola della Chiesa, ma non sono l’ultima parola. Anzi, proprio con il loro insegnamento, si deve fare un nuovo passo avanti, invece di rimanere arenati all’Editto di Costantino. Ireneo, Clemente A., Origene, Eusebio, Tertulliano, Agostino e altri mille, non hanno raccontato favole, hanno piantato le fondamenta della dottrina della Chiesa; sopra di esse, il resto dell’edificio non è ancora costruito. Tocca a noi! A noi tocca ora! E chi non si sentisse capace di contribuire, tenga presente che di lui non ce n’è bisogno.
Dunque concludiamo. Gli oratori sono delle cime di sapienza. Vanno ascoltati e capiti, uno per volta. Ma non una sola volta. Le domande siano di chiarimento, non di ridimensionamento. L’ascoltatore segua quello che sente più vicino ala suo pensiero, lo approfondisca, e superi il maestro. Così facendo ci sarà progresso. Fine.
NOTA
Si festeggiano tre nascite: Giovanni Battista, 24 giugno, - Maria, 8 settembre, - Cristo, 25 dicembre.
Liturgia anche domenicale quando capita:
Giov: Battista, 24 giugno,
Pietro e Paolo, 29 giugno,
Assunta, 15 agosto,
Immacolata, 8 dicembre.
Giovanni Battista fu prima dei Vangeli, prima dei sacramenti, prima del cristianesimo.
Giov. B., vide, additò, e parlò troppo. La sua testa finì su un piatto.
Paolo parlò e scrisse troppo. La sua testa fece tre salti.
Chi vede, sente e parla, finisce così. Lungi da me. Sono cieco, sordo e muto. FINE

Traduzione

Italian English French German Portuguese Russian Spanish

Orologio