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Città Penisola, sabato 5 Aprile 2008

di Luigi Di Prisco  


Antonino Cappiello, ex docente a Napoli, realizza un sito internet speciale.
“INSEGNO AI GIOVANI LA PEDAGOGIA ON-LINE”

Da cosa nasce l'idea di creare questo sito web? 


Ho preferito un sito web perché, alla possibilità della lettura, aggiunge il piacere della navigazione. Il sito è realizzato nella prospettiva di capovolgere la falsa idea corrente, secondo cui i giovani sono sbandati e additati come irresponsabili. Senza educazione non ci potrà essere cultura, né religione, e meno ancora apertura all'altro. All'interno del sito ci saranno particolari sezioni che affrontano diversi lati dell'educazione e del-pedagogia. Progressivamente, aggiornerò con altri utili argomenti, per terminare con i discorsi sulla fede. Ciò letto, da parte vostra, sarà gradito un mail.

Quali sono stati i punti salienti del suo percorso al servizio dei giovani? 
la mia carriera scolastica, mi sono state affidate sempre classi difficili. Il Dirigente scolastico, uomo di profonda cultura e di mente aperta, consapevole dell'onere che m'imponeva, mi lasciò carta bianca a mia richiesta. In casa, confortato dai consigli e dall'assistenza di mia madre, mi dedicai completamente al lavoro di docente. In quel periodo conquistai la Laurea Breve in Vigilanza, e subito dopo, il Dottorato in Pedagogia. A seguire, dopo gli studi precedenti alla Gregoriana di Roma, a Posillipo, il Dottorato di Ricerca in Teologia Dogmatica, equipollente alla Laurea in Lettere e Filosofia. Relatore Piersandro Vanzan. 

I risultati più brillanti ottenuti quali sono stati? 
'eco delle mie gesta pedagogiche si sparse per la città di Napoli, sede della mia cattedra, tanto che il Prefetto Tito Biondo, inviò al provveditorato un lusinghiero elogio sulla mia opera. Oltre a questo, la dottoressa Puntillo, pubblicò un lungo articolo sul giornale, dove metteva in risalto le mie performance pedagogiche. Infine, il Direttore Avossa, mi confortò con un Pubblico Encomio inviato al provveditorato; Encomio che val bene una lapide.

Quali sono altri particolari che le sono dolci ricordare?

Il gestore di una radio privata del centro di Napoli, mi chiese di tenere un corso di pedagogia tramite la sua emittente. Durante l'estate che seguì la richiesta, rivisitai il mio diario, e appuntai 35 lezioni dal titolo: “In difesa dei Giovani”. Così dal mese di ottobre e fino a giungo dell'anno seguente, trasmisi, una volta a settimana, le mie lezioni di pedagogia.

Come si è conclusa la sua missione di docente? 
mia madre ebbe bisogno della mia presenza continua, chiesi le dimissioni per motivi di famiglia e mi dedicai tutto a lei. Nel 2003, all'età di 93 anni, spirò nelle mie mani, recitando l'Ave Maria.

Che svolta ha avuto la sua vita dopo questo episodio? 

Rimasto solo e ignorato dal Mondo, mi ritirai a Castel Sant'Antonio per chiudere in pace i miei giorni, e approfittare del tempo restante per dire: “Grazie e Scusa”, a mia madre, alla Bella Signora, e all'Onnipotente Creatore. Almeno così pensavo dovessero andare le cose. Purtroppo mi sbagliavo, in quanto il “Digitus Dei” diede una svolta diversa ai miei progetti. Con lo zampino di Don Pasquale Ercolano, l'Arcivescovo Cece mi cercò e volle sapere tutto della mia vita. Dopo il racconto, mi chiese di sedere a mensa con lui ogni venerdì, pranzo a cui partecipo tutt'ora, con l'umiltà di chi non merita niente, e con l'orgoglio di chi non rifiuta un simile unico privilegio.

In questo momento cosa le manca maggiormente? 

Al momento non bisogno di niente. A Castel Sant'Antonio, ho trovato pace e silenzio, mare e cielo, vitto e pulizia, grazie alla insuperabile e mitica Direzione. Tuttavia una cosa mi manca. Mi piacerebbe conoscere nome e cognome di un eventuale testa di legno che firmerà un articolo di disprezzo al mio sito web, senza prima di averlo letto tutto, e senza competenza nelle discipline pedagogiche e teologiche. Se ciò dovrebbe succedere, affermo che preferirei un avversario più qualificato, che non mettesse unicamente in mostra le sue origini, ma che sarà in grado di pubblicare sul web cose migliori delle mie, senza nascondersi nell'ombra per sparare sulla Croce Rossa. Purtroppo c'è l'amara constatazione che, pur ritenendo l'Universo infinito, la stupidità degli uomini è assai più grande.

Che giudizio darebbe al lavoro svolto con la creazione del suo sito internet? 

Per quanto mi riguarda, ritengo che al momento, ciò che ho scritto è il meglio che si possa trovare ad ogni livello, per elevare i nostri figli e alunni al rango di geni, scienziati e santi. Presumo sia necessario prendere atto, fino al momento in cui non ci sarà chi mi supera con proposte più qualificate. E questo può farlo solo un mio ex-alunno.

 A suo parere nella società cosa si fa per i giovani? 

Tutti balbettano di volersi interessare dei giovani, ma si comportano in modo così deludente, da scrivere nei loro cuori lo schifo per tutti noi grandi. Tuttavia, secondo il protocollo della mia pedagogia, gli educatori eminenti sono tre: le mamme, gli insegnanti, e gli operatori pastorali. Disgraziatamente, i tre nominati maestri, nella pratica commettono degli errori così madornali, da rovinare del tutto, figli e alunni, senza possibilità di recupero. Il primo sbaglio compiuto da mamme, docenti e preti, è quello di avere opinioni diverse sulle linee educative da seguire, di modo che, o s'ignorano a vicenda, o si combattono sulle scelte, o addirittura si odiano l'un l'altro.
La conseguenza è che i giovani non si sentono amati e vanno a cercare soddisfazione nella droga per sentirsi voluti bene da se stessi. Il secondo sbaglio consiste nel dire bugie su verità chiare e lampanti, che i piccoli ancora non afferrano, ma che i grandi intendono perfetti idioti, incapaci di capire. Quando, crescendo, verranno a conoscere la verità, i giovani non crederanno più a niente. Il terzo sbaglio affonda le sue radici nell'immaturità dei citati educatori, i quali credono di farsi perdonare il loro disprezzo, con concessioni sempre crescenti, oltre che inadeguate e inopportune. Così facendo, insegnano ai giovani ad essere pretenziosi e ribelli, disubbidienti e ricattatori, fino all'inverosimile.

A suo parere qual è l'errore più grande che si compie nel sistema educativo? 
dei propri figli e alunni, quasi che fossero loro i responsabili del loro stesso comportamento, è criminale, oltre che fa pena! A questo punto il cerchio si è chiuso, e l'incomprensione generazionale è assicurata in modo definitivo. E' doloroso affermarlo, ma è la pura verità. Sfortunatamente, nella storia umana, la verità non è mai stata gradita, e meno ancora è accettata oggi, e chi insiste si autocondanna. I nostri tre insiemi di educatori si coprono con le penne del pavone quando affermano di “Crescere, Educare, Istruire”, figli e alunni, mentre con i nominati errori celano la voglia di distruggerli. E' una dichiarazione di guerra che i giovani comprendono e rispondono per le rime.

Cosa ha da aggiungere dopo questa piacevole chiacchierata? 

Grazie per l'attenzione, e ricordate: da questo momento il problema è tutto vostro. Vi saluto cordialmente ed esprimo un desiderio: leggete con attenzione tutto quanto trovate sul sito, e poi rivolgetemi delle domande mirate. I giovani sono delle miniere d'oro, e quando si scoprono si devono valorizzare. Forse possiamo fare qualcosa insieme.Questa sera abbracciandoli, sussurrategli nell'orecchio:di te sopporto la vita. Con te è una gioia continua!Grazie da parte loro. 

SORRENTO, 16.05.08
Antonino Cappiello

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