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INCONTRARE GESÙ-IL-CRISTO

VM – 209 – 307

 

 

Dire che “fede” dipenda da incontro,

Esprime verità, e può aver riscontro.

Volendo stare ai fatti,

Ogni cosa, nella vita, ne dipende infatti.

* Per ogni orientamento naturale

C’è la famiglia che determina il normale.

* Per ogni orientamento culturale,

C’è qualcuno che all’origine è centrale.

* Per ogni orientamento psichico e mentale

C’è qualcuno ch’ha dato contributo essenziale.

Benedetto ci cerziora che ‘l viver cristiano:

Esser risposta al Verbo a cui ci abbandoniamo.

Però rimane il nodo dell’incontro personale,

E ancor non si capisce come esser può reale.

? Esiste per davvero un incontro reale,

O è un deseo che vola con l’ale ?

Li Padri e li Teologi ne parlano in profondo,

Senza certificar. E quindi, immaginando.

In 2Cor 5, Paolo pure, ricorda l’incontro.

Ma quanto c’è di vero che abbia riscontro ?

Todavia, volendo cavillare, da’ libri e da’ racconti,

Su una personalità potremmo fare i conti.

Ma, di qui a sostenere, l’incontro reale,

È come vagheggiar minzione orale.

Eppure Benedetto scrive che all’inizio della fede

C’è l’incontro personale con Gesù. -  E ci crede?

Procedendo lento-pede come lumachera:

? Perché il cristianesimo è chiamato in tal manera ?

Gesù è della storia un personaggio,

Mentre il Cristo porta il suo messaggio.

Kaì ho lógos sàrx eghéneto,  è detto.

Ovverosia: “Il Verbo si fece carne”, ed è perfetto.

Carne è Gesù, il Verbo è Cristo,

E insistere sul primo, è tristo.

Soffermarsi molto sulla storica identità,

È ostacolo grando per cercar l’universale verità.

 Le verità storiche, essendo casuali

Non possono esser prove di verità razionali.

Disporsi innanzi al Cristo con metodi storiografici

È praticare una riduzione e un tradimento semplici.

Fondando nostra fede sulla storia,

Manca la disposizione al vero, ed è baldoria.

Gesù-il-Cristo, è dizione chiara ed esauriente.

Solo così non si può sbagliar per niente.

Legare Gesù all’ebraismo, bene intesa,

È porre netta separazione tra Gesù e la Chiesa.

La conseguenza è logica e gli effetti devastanti,

Per l’effetto dogmatico-e-pastorale oggi stanti.

? Il paradosso dunque, dove sta ?

Nel presentare Gesù nella tradizione ebraistà.

Può esser vero però, anche la tesi contraria,

Ovverosia, dare al cristianesimo sua freschezza originaria.

La pensano in tal menera: Martini, Stefani e Barbaglio,

Senza far torto a Küng, Pesce e Cacitti senz’abbaglio.

Nel suo libro su Gesù, ha valorizzato Ratzinger,

Il noto e famoso testo del rabbino Neusner.

Il quale in suo scritto osserva: Secondo la Torah,

In ciò che Gesù ha detto, c’è molto di sbaglià.

Gli ultimi citati vip son convinti entrambi, senza sofismo,

Che, la differenza tra cristianesimo ed ebraismo,

Introdotta fu da Gesù stesso, libero e trasgressivo,

Facendo il Nuovo Israele scaturire dal precedente e vivo.

Pel Cristianesmo, dunque, nessuna continuità sostanziale.

Il Crisrianesmo nasce dalla rottura con l’ebraismo reale.

 

Se hai lettor, più facile combine,

Aspetto qui. Intanto mi scrivìo il lemma FINE.

 

Martedì 12 giugno 2012 

 

Ton Cap

Traduzione

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