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RAI. LEZIONE 5

 

RIPOSO/PASTI/SPORT

Regista.) La lezione precedente era piuttosto impegnativa, perché non la riassumi brevemente?

Risposta.) La presente lezione è la continuazione di quella precedente, e giustamente conviene riepilogare quanto detto la volta scorsa. Per ragionare bisogna riflettere, e per poterlo fare è necessario concentrarsi; pertanto si devono sviluppare mente, intelligenza, ragione. La mente, riporta al presente le esperienze del passato, l’intelligenza, apre le porte alla cultura, la ragione ci permette di trarre conclusioni adeguate. Queste note caratteristiche della persona umana hanno bisogno tutte e tre di un supporto operativo, ed è la volontà. La volontà individualizza la personalità, e non s’impone dall’esterno in quanto è una libera scelta. Per fare tutto ciò, ovviamente, occorre che il corpo sia sano e vegeto, vale a dire perfettamente funzionale. In concreto, una mente sana alberga solo in un corpo sano. I tre argomenti della presente lezione sono: il riposo, i pasti, lo sport. La prossima volta ci s’intratterrà sugli svaghi, lo studio le visite mediche.

Reg.) Che cosa c’entra il riposo con la pedagogia? E perché ne parli per prima?

Risp.) Incomincio con il riposo in quanto si tratta di un problema di capitale importanza per i risvolti positivi o negativi che possono coinvolgere l’intera psiche dell’individuo e qualificare il carattere con gli aggettivi seguenti: emotivo, frustrato, tranquillo, dolce, affettuoso, disponibile, altero, egocentrico, eccetera. Credo sia conveniente iniziare l’analisi partendo dai primi anni di vita e via via, esaminando il periodo della fanciullezza, dell’adolescenza e della gioventù per mostrare i pro e i contro che derivano dal riposo o dal mancato riposo.

Da parte nostra, come educatori, dobbiamo tenere gli occhi molto aperti, contemperando amore e severità, per dosare in modo giusto il riposo dei nostri piccoli. Si tenga presente che, premendo bene questo tasto, prepareremo dei giovani equilibrati e intraprendenti, viceversa, gli errori pedagogici nella sfera del riposo creeranno dei giovani squilibrati e irascibili.

Reg.) Mi piace la tua proposta di seguire l’ordine di crescita, e quindi ti invito a discorrere sui primi anni di vita.

Risp.) Il periodo in questione è importantissimo per il futuro del bambino, per il fatto che egli ha solo due esigenze principali da soddisfare: mangiare e dormire. Allora il nostro primo pensiero sarà quello di farlo riposare tranquillamente evitando radio ad alto volume e voce grossa. Gli stati d’ansietà e di paura, accusati dal piccolo in questo periodo, lo mettono in uno stato di allerta perenne che, con il protrarsi del tempo, sfocia da grande, nell’ansia, nel terrore e nella preoccupazione continua. Lo rendono incapace di concentrarsi e di aprirsi agli altri. Si eviti di tenerlo sveglio troppo a lungo o di farlo dormire quando a noi piace.

Ci si trattenga dal lasciarlo desto fino a notte inoltrata, o portarlo a feste che lo obbligano a rimanere in piedi per forza. Tutto ciò turba il bambino, lo rende ansioso ed inquieto. Di qui, i pianti e i capricci. Il bambino, per stare bene, non dovrebbe piangere quasi mai.

Reg.) Cosa avviene tra i 5 e i 9 anni, che è il periodo della fanciullezza?

Risp.) In questo periodo il ragazzo frequenta la scuola elementare ed è obbligato ad alzarsi in tempo per trovarsi in orario a scuola. Consideriamo che debba alzarsi alle 7.00 per lavarsi, vestirsi, fare colazione, e avviarsi a scuola. Dovendo riposare 9 o 10 ore, occorre che vada a letto di sera tra le 21.00 e le 22.30 al massimo. Giusto? In questo modo, durante il giorno, il piccolo può seguire le lezioni con attenzione e non farà chiasso a causa della stanchezza; sarà tranquillo e apprenderà con facilità.

Intorno a lui vedrà un mondo di persone che s’interessano alla sua formazione, e imparerà ad essere grato e riconoscente. Si aprirà agli altri, sarà generoso, apprenderà a controllarsi, e la vita gli sembrerà un’avventura che vale la pena di vivere. Ma se si tiene sveglio fino a notte tarda, intendo oltre la mezzanotte, già svegliandosi, il bambino sarà nervoso perché avrebbe voluto soddisfare il suo desiderio di riposo, e invece è rimosso dal letto con la forza. In tal modo incomincia a vedere nei genitori dei torturatori che gli impediscono di fare ciò che gli è naturale. Di qui, i primi litigi, le grida i nervosismi, gli isterismi dei genitori, che si lamentano del figlio. Dall’altra parte, si osservano le mollezze del ragazzo che si muove stentatamente: non vuole mangiare, non si lava, non si veste, cerca scuse, eccetera. A scuola trova l’insegnante che lo rimprovera perché non è attento, perché parla o litiga. Insomma, questo piccolo vede nelle persone che lo circondano dei molestatori, dei quali in cuor suo propone di liberarsi e contro i quali vendicarsi. In pratica, stiamo formando uno squilibrato, un irascibile, un incapace di sopportare il minimo fastidio. Questi sentimenti, accumulati durante tale periodo, da grande lo renderanno come uno di quelli di cui oggi ci si lamenta.

Reg.) Passiamo al periodo dell’adolescenza, 10-14 anni, dove al bagaglio precedente, si aggiunge qualcosa di nuovo. Dico bene?

Risp.) Ormai il fanciullo è diventato ragazzo, incomincia a sviluppare la sua sessualità, e le cose del mondo esterno gli interessano di meno in quanto bada più a se stesso. In questo periodo non devono assolutamente mancargli le sue 8 ore di sonno e anche 9, perciò, al più tardi, deve andare a dormire alle 22.00 se non prima. I motivi a favore del riposo sono gli stessi enumerati per l’età della fanciullezza. In più, adesso, il riposo è richiesto da una successiva esigenza a causa dello sbandamento psichico dovuto al rapido sviluppo delle glandole e agli schok che gli procurano l’accorgersi dell’altro sesso!

Sono momenti difficili e delicati per il ragazzo, e bisogna stargli vicino con cura e amorevolezza. La stanchezza prolungata o il riposo bruscamente interrotto, lo rendono nervoso, dispotico, irascibile, chiuso, con la conseguenza che se la prederà con tutti quelli che gli sono intorno, vorrà imporre la sua volontà a qualunque costo, si terrà per sé i suoi problemi per timore che esponendoli, sia rimproverato o creduto matto. Un ragazzo a cui non manca il riposo sarà invece aperto, disponibile, schietto, pronto ad apprendere. Saprà essere generoso e riconoscente. Insomma, vedrà nel mondo che lo circonda qualcosa di cui essere fiero, e si renderà disponibile a contribuire affinché la vita sia vissuta con decoro ed onestà.

Reg.) Ora parliamo dei giovani dai 15 ai 19 anni. In questo periodo si raggiunge la maggiore età. L’orientamento dei giovani diventa forse definitivo? Sarà poi possibile il recupero per chi è stato male guidato?

Risp.) Una volta arrivati a questa età, si può dire con quasi certezza: quel che è fatto, è fatto! Ormai il giovane si è abituato al regime di vita che gli era stato imposto di seguire negli anni precedenti, con tutte le conseguenze buone o negative sopra descritte.  Se ha seguito il regime del giusto riposo, sarà uno di quei giovani dolci, aperti, svelti, intraprendenti, disposti a guardare avanti con fiducia, a sfondare e ad arrivare. Avrà cultura sufficiente e volontà adeguata per raggiungere una posizione di prestigio, si farà onore per competenza ed onestà. Tali giovano sono pochi per davvero, ma ci sono! Se non è stato abituato a riposare a tempo e a luogo, e per il periodo necessario, sarà un giovane nervoso, distratto, superficiale, facile preda d’incantesimi da strapazzo. Gli mancherà la forza di concentrarsi per acculturarsi, e il posto di lavoro sarà sempre più un’utopia irraggiungibile. Sarà un lavativo. Schiferà il mondo e la società con esso. Purtroppo questi giovani sono la quasi totalità.

Fortunatamente in questo periodo si raggiunge la maggiore età, e se anche il carattere mostra delle storture, l’intelligenza incomincia ad aprirsi e il giovane è in grado di seguire ed accettare un ragionamento logico. Se egli avrà la fortuna d’incontrare un maestro, un insegnante, un professore, un amico, sensibile, competente ed affettuoso, interessato ai suoi problemi, sarà possibile il recupero e il giovane acquisterà fiducia in se stesso e fiducia nella vita. Anche questo è un fatto raro, ma può capitare.

Cari amici lettori, come vedete, ogni cosa ha la sua importanza e noi non dobbiamo e non possiamo trascurare niente se vogliamo far crescere i nostri figli sani nella mente e forti nel corpo. Non sono cose difficili. Provateci, e il mondo, come d’incanto, si trasformerà in un paradiso.

Reg.) Sono curioso di sentire cosa dici dei pasti.

Risp.) Il regime alimentare ha una grande importanza, sia per la formazione del carattere, sia per la salute del corpo. Anche qui conviene seguire le 4 tappe proposte in precedenza, poiché le conseguenze sono a catena e gli errori pedagogici commessi all’inizio della vita, si riflettono nel corso dell’evoluzione psicofisica aggravando sempre più il problema.

Le malattie del corpo e della mente hanno spesso il loro riferimento in un’inadeguata somministrazione dei pasti. Al contrario, un corpo scattante e un’intelligenza brillante sono segni di un corretto uso dei cibi e delle bevande.

Reg.) Vogliamo iniziare con la prima fascia da zero a 4 anni?

Risp.) In questa fascia di età è necessario tenere presente due cose: l’orario e la quantità. Circa l’orario bisogna essere equilibratamente rigidi, ed imporsi di rispettare i tempi dei pasti fin dalla nascita. Sono convinto che si tratti di un grave errore pedagogico introdurre nel corpo del bambino, quasi a forza, roba da mangiare ogni qualvolta si sente piangere. E’ certamente un falso accoppiamento pianto-fame, in quanto il pianto non è solo questione di fame.

Piangendo, può darsi che il piccolo vuole stare in braccio, forse ha voglia di muoversi, probabilmente desidera essere pulito, eccetera.

Onestamente, amici miei, dobbiamo ammettere che l’accoppiamento pianto-fame, o è una questione di comodo perché non si è disposti a venirgli incontro, oppure è un fatto d’ignoranza pedagogica in quanto non si comprende il pianto del bambino. In ogni caso, così facendo, s’infonde in lui il malvezzo di mangiare continuamente, e se anche l’esigenza non c’è, lui se la crea. I seguiti negativi sono ovvi: cattiva digestione, dolori di pancia, insonnia, vomito, eccetera. Con la conseguenza che piange ancora di più. Di qui il ricorso al medico e la somministrazione di farmaci. Insomma, un bambino sano si può far diventare malato per uno sciocco errore pedagogico. Un altro danno può essere costituito dall’accontentarlo di continuo con biscotti, caramelle, gelati, zuccherini, e via di seguito, tra un pasto e l’altro. Il risultato è che per l’ora stabilita per i pasti, fa lo schizzinoso e rifiuta di mangiare. Così seguono lamenti, grida, rimproveri, minacce d’ogni genere, da perte dei genitori. In questa confusione il bambino si sente oppresso, e l’ansietà che ciò gli procura lo fa rigettare. I genitori si convincono che quel determinato cibo è dannoso per il piccolo e non glielo danno più. Così si crea l’avversione alla carne, alla mozzarella, alla verdura, o altro, e il bambino cresce privato di utili sostanze necessarie per la crescita equilibrata dell’organismo, per cui lo si vede gracile, o grasso, o poco disposto ad apprendere, o irrequieto, o malaticcio. Un successivo errore pedagogico commesso comunemente in quest’età, è quello di volerlo servire come il prete all’altare, togliendogli il piacere dell’esercizio nell’abilità psicofisica. Il fatto di non spingerli alla progressiva emancipazione crea dei frustrati e dei pretenziosi, difetti poi, difficili ad estirparsi nelle età seguenti.

Reg.) E nel periodo della fanciullezza cosa succede? 5-9 anni!

Risp.) Anche questo periodo è delicato e pericoloso al tempo stesso. Da una parte si è ancora in tempo per rimediare alle cattive abitudini indotte in precedenza, dall’altra si corre il rischio di radicarle ancora di più con le conseguenze che vedremo. Le insidie che possono danneggiare la salute dei bambini in quest’età, sono molte. Ecco le principali. Le bustine di patatine fritte e cose simili, portate a scuola come merenda, fanno male allo stomaco delicato dei piccoli.

Non sostengo che non sono cose buone, affermo solo che mangiate ogni giorno, per 200 giorni l’anno, per 5 anni forse più, sono nocive. La digestione diventa difficile, la sete aumenta, i rimproveri fioccano, e i bambini si perdono. Senza ricordare che si ungono le mani e con esse i vestiti e i quaderni. Che fare allora? Preparate loro una buona colazione di mattino in casa, ed essi staranno tranquilli fino l’ora di pranzo. Le brioscine non so che effetto fanno. Le caramelle e le gomme masticanti rovinano i denti. I cibi precotti ….. lo sapete meglio di me. Da questo groviglio di alimentazione anomala deriva la cattiva digestione, il mal funzionamento degli organi vitali, fegato, colon, stomaco, si rischia la stitichezza, l’abnorme secrezione urinaria, e per contorno, uno stato di ansia continua e la poca disponibilità all’apprendimento.

Reg.) Ormai abbiamo capito l’importanza dell’alimentazione! Cerca di abbreviare, riunendo in una sola risposta, l’età dell’adolescenza, 10-14 anni, e l’età della giovinezza, 15-19 anni.

Risp.) Hai ragione! E’ meglio mettere insieme i due periodi in quanto adesso il pasticcio è fatto.  Se i soggetti furono abituati bene nei primi 10 anni, si avranno dei ragazzi e dei giovani, forti, intelligenti, sani, psichicamente equilibrati, disposti allo studio, volenterosi, tranquilli. Vedranno il mondo in rosa. Se furono abituati male nei primi 10 anni, adesso è quasi impossibile rimediare. I giovani saranno per tutta la vita, deboli fisicamente e intellettualmente, forse malaticci, Dio non voglia, del tutto squilibrati, poco disponibili allo studio, svogliati, irrequieti.

Vedranno il mondo come un nemico da combattere.

Reg.) Perché non concludi questa parte così tanto problematica?

Risp.) Grazie, mio caro! Non sembra vero che da un discorso apparentemente futile come il nutrimento, possano derivare tanti effetti negativi o corretti. Eppure è un fatto, constatato dalla pratica, confermato dalle scienze psicologiche, preso in considerazione da medici e nutrizionisti. Il mio consiglio è quello di essere molto oculati al riguardo. Nel campo dell’educazione nulla va preso in poca considerazione, poiché ci troviamo di fronte a degli esseri umani che meritano tutta la nostra stima e la nostra attenzione. Quando dissi in precedenza che il mio programma aveva come sottofondo la difesa dei giovani, intendevo dire proprio questo.

Reg.) Ora hai da parlare dello sport! Pedagogia anche questo?

Risp.) Non c’è attività più importante e più utile a cui avviare i nostri figli e alunni di quella sportiva. Lo sport è salute, è igiene, è vita; per un giovane è tutto. Come tutte le cose umane, è vero, ha i suoi lati positivi e i suoi lati negativi, per cui, ogni errore pedagogico in questo campo può portare alle stelle o alla stalla. Lo sport non è un male, è male l’eccesso! Lo sapete che mangiando il fegato dell’orso si rimane intossicati e si muore? Perché? Non perché è il fegato di un animale, ma perché il fegato dell’orso ha una concentrazione esagerata di vitamina A. La vitamina A non è nociva e con essa ci curiamo se manca. Ingerirne troppo si produce l’intossicazione.

Questo vale per tutto nella vita. L’essere umano è un orologio svizzero delicatissimo, ed ha dei limiti strettissimi per vivere, oltre i quali muore. Non c’è nulla da fare, ha voluto così il Creatore. Procediamo!

Dividerò quest’argomento in due parti: prima dirò dei vantaggi, poi spiegherò gli svantaggi. In linea generale, conviene avviare i figli all’attività sportiva fin dai primi anni di vita, voglio dire dai 6 anni in poi.

Conviene anche favorire attività a carattere individuale in quanto impegnano l’apparto muscolare bilateralmente e in modo simmetrico: nuoto, ginnastica, atletica leggera, bodybuilding, carate, judo, yoga, corsa, voga, bici, ecc. Conviene infine, sottoporre il ragazzo ad un’accurata visita medica per prevenire in tempo eventuali mali che ne condizionerebbero la pratica. I mali potrebbero essere, i dimorfismi della colonna vertebrale, problemi di cuore, di polmoni, di tiroide, di tonsille, di circolazione, e via.

Reg.) Vogliamo passare ad illustrare i vantaggi dello sport?

Risp.) Il primo e fondamentale vantaggio è quello di presentare l’attività sportiva come un “divertimento” e lasciare al ragazzo la libertà di sceglierla, senza imporla. Quando il giovane si diverte, esegue l’attività sportiva con piacere, la mente si applica, si concentra, l’impegno diventa sempre maggiore. Di conseguenza i risultati saranno eccellenti e ci sarà la possibilità di affermarsi in campo nazionale. Lo sport così praticato, rende il giovane distinto ed orgoglioso: - gli insegnerà, senza che se n’accorga, a sottoporsi a sacrifici per raggiungere uno scopo, - lo metterà in condizione di capire gli altri e di rispettare le esigenze altrui, - lo abituerà ad un regime alimentare equilibrato, - gli formerà un fisico eccellentemente strutturato, - gli stuzzicherà l’arguzia mentale, - gli aprirà l’intelligenza, - insomma, ne farà un uomo equilibrato.

Reg.) Già! Ma gli svaghi quali sono? Ci complicano la vita forse?

Risp.) Guai ad imporre al ragazzo uno sport voluto dai genitori, ma che a lui non piaccia e per cui non si sente portato. Non sono infrequenti questi casi, per vari motivi: o per vanagloria, o per invidia, o per comodità, o per frustrazione. La vanagloria si ha, quando i genitori vogliono che il figlio diventi un campione mondiale, mentre a lui non gliele importa proprio niente. L’invidia si ha, quando i genitori vogliono dimostrare che in quello sport, il loro figlio è più bravo del figlio dell’altro.

La comodità si ha, quando si vuole obbligare il figlio a seguire lo sport i cui impianti sono più vicini a casa, il resto non conta. La frustrazione si ha, quando un genitore vuole imporre al figlio di specializzarsi in quell’attività sportiva in cui egli sarebbe voluto emergere e non gli fu possibile.

Così facendo, lo sport è imposto! Il Cielo non voglia, anche con minacce! E il ragazzo si vede costretto a seguirlo come un nuovo impegno da cui non può sottrarsi, ma di cui farebbe volentieri a meno.

Allora incominciano le crisi, e gli svantaggi più grossolani sono i seguenti: - lo sport rende il giovane abbattuto e nervoso, introverso e musone, - gli insegna che la vita piena di sacrifici, e sospirerà il momento in cui potrà scrollarseli di dosso, - lo metterà in condizione di sopraffare gli altri, e in più diventerà anche un egoista, - lo abituerà ad un regime alimentare squilibrato e parziale, - lo farà diventare un ricattatore dei genitori con la pretesa del contraccambio, - lo spingerà verso pericolose deviazioni comportamentali allo scopo di trovare un poco di pace, - non gli permetterà mai di formarsi un fisico ben strutturato, - lo abituerà al riposo senza calcoli, - lo abbrutirà mentalmente, - insomma, ne farà uno squilibrato.

Reg.) E’ meglio fermarsi qui con una breve conclusione.

Risp.) Grazie! Spesso i giovani, per il loro carattere esuberante, pensano di riuscire a farsi un corpo da “maciste”, o ad emergere gloriosamente in qualche disciplina sportiva, in poco tempo! Così si danno tanto da fare, e sprecano tante energie in breve periodo, da distruggersi invece di crescere. Falsa psicologia dello sport!  Per favore, s’insegni ai giovani i citati vantaggi se intendono emergere, e si dica loro che occorre pazienza, costanza, dosaggio delle forze, equilibrio mentale, e fuga dagli psicofarmaci alla velocità della luce. Lo sport è un’arma potente in mano a genitori ed educatori, La usino per farne dei geni, non dei mostri. Grazie.

19/11/07. Ton Cap – FINE.

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