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LEZIONE 18

VALORI. I Parte.

 

Regista.) Una volto impostato il rapporto maestro-alunno, descritto con tanto fascino nella lezione precedente, bisogna convincersi che il maestro è una pietra angolare nella formazione dei giovani. Ora, dimmi, a che cosa li deve educare?

Rispondo.) Francamente ciò che tu mi chiedi, merita una risposta molto lunga. Ti risponderò con tre lezioni così articolate:

Lezione 18: Spiegheremo com’educare ai valori.

Lezione 19: Chiariremo la pedagogia per educare ai valori.

Lezione 20: Discuteremo dei diritti, dei doveri, e altre questioni.

In queste 3 parti spiegheremo tutto quello a cui si devono educare i nostri figli e alunni. Naturalmente è sottinteso che noi adulti dovremmo già essere educati su ciò che va predicato. Altrimenti, ad ogni nostra pretesa, ESSI risponderanno con una pernacchia. Se invece, mio caro, tu ed io siamo intimamente convinti intorno ai valori, è chiaro che più si chiede e più si ottiene. E vedi crescere dei GENI davanti ai tuoi occhi. Modestamente è il caso mio.

Attenzione! Nessuno che legge queste pagine può accusarmi di essere un teorico, perché sto unicamente esponendo ad altri, cosa ho fatto e come l’ho fatto, in pratica scrivo un rapporto della mia attività, senza paragoni e senza offesa. Dico bene?

Reg.) Sì, sì, dici bene! Competere con te è un’ardua impresa. In ogni modo dimmi: da dove si deve partire? Qual è il bandolo della matassa?

Risp.) In una società che continuamente si evolve, la scuola deve decidersi a formulare con precisione i suoi obiettivi, ed a pensare metodi nuovi.

Per giustificare il rinnovamento però, la riflessione non può partire esclusivamente dall’evidente evoluzione della società. Il fatto è che attraverso situazioni instabili, esistono indubbiamente nuovi valori umani, che si uniscono e si sovrappongono ad altri fondamentalmente stabili. La scuola rinnovandosi, spera che i bambini d’oggi scoprano questi valori antichi e fissi. Tale scoperta, se fatta, sottende tutto il progetto educativo. La scuola deve porsi come espressione vivente della comunità nella vita degli uomini.

Pertanto la sua caratteristica principale è quella di dare la possibilità ad insegnanti, alunni e genitori, di unirsi in comunità ed organizzare tutta la vita della scuola, in ogni sua espressione, con frequenza ed intelligenza.

Reg.) Ti chiedo ancora: se ogni uomo è diverso dall’altro, come si fa a stabilire quale missione deve svolgere ognuno di noi? In altre parole: a che cosa si è chiamati? Ed anche: come individuare la vocazione da seguire?

Risp.) Primo punto: condizioni generali. E’ pedagogicamente e psicologicamente noto che ogni uomo è diverso dall’altro, giusto, e tuttavia ha una sua personale missione da svolgere. La realizzazione della vocazione dipende:

Dalle possibilità individuali: salute, o malattia,

Intelligenza, affettività,

Attitudine per un determinato lavoro.

Dalle circostanze: attitudine al lavoro,

Mezzi di comunicazione, incontri decisivi.

Dalla situazione sociale presente: pace o guerra,

Unità o divisione, povertà o ricchezza,

Preparazione culturale personale, eccetera.

Tali circostanze possono essere un ostacolo o un incentivo alla piena espressione di se stesso a svolgere o no la propria missione, un’esaltazione o un abbrutimento del soggetto.

L’educazione del bambino incontra qui il suo clou: il maestro deve fargli riconoscere le sue ricchezze interiori e l’uso che può essere chiamato a farne. Deve permettergli l’acquisizione di una scala di valori che lo aiuteranno a giudicare, ad impegnarsi, ad optare, secondo retta coscienza. Per i nostri giorni l’essenziale consiste nel tendere alla pace universale, e si può ottenere con l’accettazione degli altri senza discriminazioni di lingua, di razza, di religione, di colore della pelle. Sottinteso la giustizia e l’ordine pubblico sempre validi.

Reg.) Ammesso che i valori a cui educare abbiano una scala, qual è il primo valore da inculcare?

Risp.) In cima alla scala dei valori c’è l’amore. Scopo della vita è l’amore. Il fine dell’educazione è insegnare ad amare. Vivere è amare. Amare è vivere. A tale proposito, Paolo di Tarso scrisse parole molto chiare ai Corinzi nel capitolo 13:

Se parlassi tutte le lingue e non avessi l’amore, sarei come uno strumento musicale scordato e che fa solo chiasso. Se conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, se avessi tanta fede da trasportare le montagne, senza l’amore, sarei un bel nulla. Se distribuissi le mie sostanze ai poveri e dessi il corpo alle fiamme, senza l’amore mi gioverebbe a nulla. Chi ama è paziente, è disposto a far del bene a tutti, non invidia il bene del prossimo. L’amore non si gonfia per i propri meriti, agisce delicatamente, non si riscalda e non perde la serenità, non tiene conto del male subito, non si rallegra per l’ingiustizia, gode invece della verità. L’amore tutto ricopre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. Se si vorrebbe fare un paragone tra fede, speranza ed amore, la virtù più grande tra loro è l’amore. Infatti, alla fede succederà la visione beatifica, alla speranza succederà il raggiungimento del fine, l’amore invece non tramonta mai perché Dio stesso è amore.

Lo stesso argomento è trattato nella Prima Lettera di Giovanni al capitolo quattro, che segue a pagina 4.

Chi non ha amore non conosce Dio perché Dio è amore. Se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Dio nessuno l’ha mai visto! Però se ci amiamo gli uni gli altri, egli è presente in noi, e amando gli altri, amiamo lui. Dio è amore, e chi vive nell’amore è unito a Dio, e Dio è presente in lui. Se uno dice “io amo Dio” e poi odia suo fratello è bugiardo. Se uno non ama il prossimo che vede, certo che non può amare Dio che non si vede. Il comandamento che Dio ci ha dato è questo: Chi ama Dio deve amare anche i fratelli.

Nella scuola non si può prescindere da quest’obiettivo essenziale e primario. Non si può insegnare la matematica per la matematica, o la chimica per la chimica, ma solo per dare in prospettiva, la capacità di servire meglio e quindi da amare maggiormente. Ogni cosa che si apprende, serve per servire. Se sono riuscito a spiegarmi bene, la prima cosa che si deve fare nella scuola è insegnare al bambino ad amare.

La scuola deve sviluppare nella sua totalità la personalità d’ogni singolo alunno, guidarlo ed aiutarlo ad essere un giorno un adulto pienamente libero, capace di vivere autenticamente la propria vita, di esercitare responsabilmente i suoi doveri familiari, professionali, civici. Si tratta di educare tutti e a tutti i livelli: spirituale, morale, sociale, civico, intellettuale, estetico, corporale, manuale. Non si può favorire un livello tra gli altri. La nostra scuola si è preoccupata di sviluppare molto il pensiero e l’espressione, dimenticando il cuore e il corpo.

Reg.) Nel momento presente, dove le ruberie, gli imbrogli, le tangenti, le uccisioni, hanno assunto valori critici, cosa si può dire ai giovani?

Risp.) Hai detto bene: COSA? Ed è qui che casca l’asino. Nelle società consumistiche la persona umana corre il rischio di affogare. Ma è ovvio che la persona valga più dei beni materiali.

La scuola pertanto, deve insegnare che l’essere val più dell’avere. L’uomo è una nullità se non sviluppa in lui l’amore. Che cosa succede nelle società in cui manca la soddisfazione delle necessità fondamentali, come salute, alimentazione, educazione, impiego? O si finisce nella dittatura o nella schiavitù. Come va a finire nelle società in cui predomina l’avere per mancanza di buona educazione?

La libertà diventa libertinaggio.

La legge è messa sotto i piedi.

La mala vita trova terreno fertile.

I sequestri si fanno sempre più frequenti.

L’imbroglio e l’inganno assurgono a norme morali.

La legge del più forte diventa consuetudine.

Furti e rapine sono calcolati all’ordine del giorno.

Reg.) La società attuale, come va giudicata e presentata?

Risp.) E’ un dato di fatto che la scuola generalmente si accontenta al massimo di preparare il bambino a vivere nella società attuale, invece di prepararlo a svolgere in lei una funzione attiva con il proposito di migliorarla. Si comporta come se il bambino sia fatto per quella società, cerca esclusivamente di farne un meccanismo passivo, preparandolo e badando al rendimento più che al cambiamento. Una scuola seria non può e non deve ammettere questo scempio d’educazione. Il giovane non deve imparare, e non può accettare la società, così com’è, ma deve giudicarla, per impegnarsi fin d’ora a farla diventare più giusta e più umana. L’uomo è concreatore, nel senso di progresso e di sviluppo, d’invenzione e di tecnologia, e la sua missione è quella di trasformare il Mondo in meglio.

Per questo motivo la scuola deve proporsi come obiettivo quello di favorire una profonda creatività negli educatori, e di sviluppare quella degli educandi.

In questa prospettiva la scuola non può limitare la sua funzione a presentare unicamente i valori del passato, ma deve formare personalità desiderose di partecipare alla costruzione di un Mondo migliore per il rapido raggiungimento dell’ut unum sint.

Reg.) Circa l’educazione religiosa, quali sono i valori da promuovere?

Risp.) Valori da promuovere con la religione, bella domanda!

Ho già chiarito in precedenza che l’educazione forma un tutto indissolubile. Adesso, per maggiore chiarezza, e per rispondere alla tua domanda, mi piace classificare in vari punti, i principali obiettivi da raggiungere nell’educazione religiosa. La scuola deve aiutare il bambino a:

Amare Dio attraverso il prossimo edificandolo con gli esempi.

Sapersi raccogliere in silenzio.

Scoprire che la missione propria dell’uomo è l’amore.

Discernere e promuovere il Bello, il Giusto, il Buono, il Vero. Bandire l’egoismo per seguire l’amore.

La vita di donazione non dipende dal livello intellettuale e sociale.

Ammirare i divi del cinema e della TV non è male.

Bisogna però ammirare anche gli altri DIVI che seguono.

La madre di famiglia che educa la prole.

Lo spazzino che pulisce le strade.

Il maestro che insegna.

L’impiegato postale che recapita la corrispondenza.

Il calzolaio, il giurista, il ricercatore.

La sarta, la lavandaia, e il poliziotto serio.

Acquisire il senso del sacro innanzi a nascita, morte e dignità.

Reg.) Sull’educazione sociale, morale, civica, quale aiuto si può dare agli alunni?

Risp.) La scuola, in questo campo,deve aiutare il bambino a:

Scoprire moralità e dignità per essere libero.

Interessarsi degli altri con i loro problemi, se lo desiderano.

Preoccuparsi di aiutare il prossimo.

Riconoscere il valore degli altri, e accettare il dialogo.

Saper ascoltare senza la pretesa d’imporsi.

Non disdegnare l’aiuto degli altri.

Darsi conto dei diritti e doveri altrui.

Assumere le proprie responsabilità rispettando quelle degli altri.

Adempiere i doveri che derivano dall’impiego.

Lavorare in equipe per compiere meglio la missione.

Creare solidarietà e fuggire lotta e rivalità.

Un minimo di rinuncia rende la vita sapida.

Progredire verso una sessualità equilibrata.

Sviluppare il senso del pudore senza cadere nel ridicolo.

Istinti, impulsi e capricci vanno tenuti sotto controllo.

Approfondire l’ecologia e far della Terra un’aiuola fiorita.

Garantire la sicurezza sulle strade.

Rispettare il bene altrui e il bene pubblico.

Sviluppare lo spirito critico e di non violenza.

Esercitarsi nelle attitudini personali e creative.

Tutto qui per la religione, e mi scuso se è poco.

 

Reg.) Per terminare questa prima parte, hai qualche altro obiettivo da proporre?

Risp.) Per l’educazione dell’intelligenza, e poi taccio, la scuola deve aiutare a:

Riflettere con spirito d’osservazione e d’investigazione.

Sviluppare il pensiero convergente e il pensiero divergente.

Il primo è riproduzione, il secondo è  creatività o inventiva.

Esprimersi col linguaggio del tempo: Italiano, simboli, immagini, suoni.

Giudicare rettamente opinioni e situazioni.

Dominare le tecniche fondamentali della lettura e della scrittura.

Conoscere alla perfezione: italiano, inglese e matematica.

Imparare ad apprendere.

Per l’educazione estetica, la scuola deve aiutare a:

Ammirare, apprezzare, rispettare, il bello della natura e dell’uomo.

Scoprire e gioire circa il bello di musica, canto e poesia.

Ammirare le opere d’arte, il tempo di produzione, le circostanze.

Creare ed esprimersi in modo originale.

Per l’educazione corporale, la scuola deve aiutare a:

Servirsi delle mani per il lavoro e per il saluto.

Esprimersi con il corpo nella musica, canto, movimento, ballo, postura.

Acquisire il dominio di sé: sforzo, rinuncia, ascesi.

Sviluppare il corpo armonicamente: igiene, sport, vita all’aperto.

Tutte le attività descritte in questa lezione mirano ad ottenere lo sviluppo personale e l’allegria del vivere in modo da realizzare con amore e passione la propria missione.

Ho finito. Saluto e ringrazio per l’attenzione.

 

Antonino Cappiello - Sorrento, giovedì 6 dicembre 2007

                                                    

Bibliografia.

 Mario Simula, La formazione della coscienza morale del bambino, CEP, Torino.

Manuale di Grassi/Renzo/Redivi, Tutti a scuola, L’Italia ha bisogno di un nuovo modello d’istruzione, ma deve fare i conti con insegnanti in gran parte da riqualificare, in Panorama, 19 sett. 1993, pp. 68-75.

FINE.

Traduzione

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